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giovedì 2 febbraio 2012

Anteprima: La masnà di Raffaella Romagnolo

Raffaella Romagnolo
La masnà

Titolo: La masnà
Autrice:  Raffaella Romagnolo 
Casa editrice: Piemme
Pagine: 336
Prezzo: € 16,50
Leggi il primo capitolo qui.

Trama: Emma è una contadina con la terza elementare e un destino in gran parte già scritto.“La strada che le hanno messo davanti sarà anche feroce ma è dritta, senza bivi”.  L’unica scelta individuale di cui è responsabile – aver salvato Carlin dla Moisa mettendo in pericolo la propria famiglia - la tormenterà tutta la vita come un peccato. Quando varca per la prima volta la soglia della casa dei Francesi sulle colline del Monferrato nell’aprile del 1935 come sposa dello zoppo che le hanno dato per marito, si porta dietro soltanto una dote misera e una massa di riccioli rossi che presto taglierà. Però è una gran lavoratrice, e per questo i Francesi l’hanno voluta.
Luciana, sua figlia, ha potuto studiare poco più di sua madre, non è una contadina ma un’operaia, e questo, insieme al clima emotivo e relazionale in cui si trova immersa alla fine degli anni Sessanta, poco più che ventenne, le apre altri orizzonti. Luciana “sente” la possibilità di scegliereMa scegliere è difficilissimo per chi non è considerato - né si considera - capace di farlo. E il marito, la figlia, la casa prenderanno il sopravvento anche per lei.
Anna, invece, la nipote, nasce all’inizio degli anni Settanta. Unica donna nella famiglia a poter proseguire gli studi, spezzerà la catena di rinuncia e sottomissione a cui ha visto piegarsi la madre e la nonna, ma dovrà comunque confrontarsi con gli stessi legami famigliari e affettivi che, amoroso laccio, hanno stretto le altre due donne prima di lei.  
 È possibile per una donna stare “dentro” una famiglia, esserne motore emotivo e relazionale, essere moglie, madre, figlia, sorella e contemporaneamente esprimere con pienezza se stessa? La Masnà - che in piemontese vuol dire bambino o bambina -, secondo romanzo di Raffaella Romagnolo, nasce da questa domanda essenziale poggiata alla volontà di raccontare la storia di una famiglia piemontese, contadina, dalla metà degli anni ’30 a quella degli anni ’90 del secolo scorso, esclusivamente attraverso il punto di vista femminile. Le donne di questa famiglia avrebbero raccontato la “loro” storia.
E ce la raccontano, Emma, Luciana e Anna, nonna, madre e nipote. Una lunga cavalcata nel cuore del Novecento dipanata dalle loro tre voci, ciascuna emblematica della generazione a cui appartengono; donne diverse ma allo stesso modo legate in maniera inestirpabile, viscerale alla loro vecchia casa in quel  Monferrato dove l’autrice è nata e in cui il libro è profondamente radicato (a mo’ di romanzi come Accabadora di Michela Murgia o La Mennulara della Agnello Hornby), la casa dei Francesi. “Francesi”, si legge nel romanzo, “perché molti anni addietro un paio di fratelli si erano spinti a lavorare oltre frontiera”. La casa, che saranno costrette a lasciare dai rivolgimenti della Storia e dalle via del destino, in effetti, è il centro sentimentale e strutturale della vicenda, e si trasforma nel tempo così come la famiglia che la abita. Ci troviamo infatti di fronte a una vera e propria saga familiare in cui i Francesi affrontano il Fascismo, la guerra, il boom economico, il trasferimento in città, gli anni del terrorismo fino agli albori della Seconda Repubblica vedendo la fine di quel mondo contadino in cui erano nati e si riconoscevano. Il tutto filtrato dalla prospettiva di tre donne definite nel corso degli anni, a vario titolo, appunto, masnà: chi va accudito e protetto ma anche chi è incapace di provvedere a se stesso e decidere da solo. In un gioco sapiente di sorprendenti rivelazioni, miserie quotidiane e commoventi eroismi, questo romanzo è anche la storia di una scelta difficile e coraggiosa: rompere l’esilio, tornare alla casa sulle colline, decidere della propria vita, sentirsi libere. E smettere, finalmente, di essere masnà.

Raffaella Romagnolo: Nata a Casale Monferrato nel 1971, vive a Ovada con il marito e lavora per una società di consulenza informatica. Il suo primo libro, L’amante di città (Frilli, 2007), è stato molto apprezzato dal pubblico e dalla critica.

 “Se dovessi usare un’etichetta per La Masnà, lo definirei ‘romanzo di formazione’. Anomalo, certo, perché non c’è un protagonista che cresce e trova il suo posto nel mondo. Ma nella Masnà è come se la protagonista maturasse per approssimazioni successive. Prima Emma, poi Luciana, poi Anna, e anche tutte e tre insieme. Mi piace pensare che il cambiamento, quando vince, vince così: una generazione dopo l’altra, e insieme all’altra”. Sono queste le parole usate da Raffaella Romagnolo per riassumere il senso profondo del suo secondo romanzo che arriva dopo L’amante di città. Pubblicato nel 2007 dall’editore Frilli, il romanzo d’esordio della scrittrice piemontese ha avuto una buonissima accoglienza da parte di pubblico e critica. Stefano Tettamanti per la Repubblica parlò della sua capacità non invadente, garbata, di “trasmettere al lettore il piacere di leggere”, mentre Giovanni Pacchiano sul Sole 24 Ore scrisse: “Ci diverte e incanta, anche, il suo rifare pari pari, con disinvoltura e un po’ di malizia, climi e scrittura di Fruttero & Lucentini (garbo, ironia, apparente svagatezza). Senza poi dimenticarsi di ammiccare a Gadda, nel costante andamento digressivo della trama.”

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