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martedì 21 febbraio 2012

Recensione: Confessioni di uno psicopatico


Trama: Provate a seguire Luigi Trampoli nel tempo scandito dalle pagine di questo libro, questo è il consiglio che vi do. Imparerete a rubare, scoprirete luoghi sconosciuti e, se magari vi comporterete in maniera adeguata, forse non vi insulterà, ma ciò sarà difficile, quasi impossibile. Incontrerete gente di strada, gente famosa e gente, per voi, stravagante. Saranno giorni movimentati, i prossimi. Quello di Michele Ponte non è proprio un romanzo, non è esattamente una biografia né una monografia. Non è, dunque, come lo immaginate. Non è una presa in giro, non del tutto; non è una pazzia, perché, diciamolo, è alquanto ragionato. Ma soprattutto non è una guida all'arte del furto. Tra le tante cose che non è, ce ne sono alcune che è; a voi, cari lettori, spetta scoprire quali.

Michele Ponte: Nato a Roma nel non troppo lontano 1988, Michele Ponte si divide tra l'Italia, la Polonia e il primo volo low cost verso una qualsiasi meta. "Confessioni di uno psicopatico", che sarà nelle librerie questo Natale, è il suo secondo romanzo pubblicato da Il Foglio. 
http://micheleponte.com

Recensione:

Ho aspettato un pò prima di dare la mia opinione su Confessioni di uno psicopatico un pò per fattori esterni ma soprattutto per meglio metabolizzarlo. Di certo non è il consueto libro con cui mi approccio ma devo dire che spaziare fa bene soprattutto se il libro riesce a lasciarti qualcosa. 
Prima di iniziare bisogna constatare che il titolo trae in inganno, non si parla in effetti di uno psicopatico quale suole essere un killer ma si seguono i pensieri di Luigi Trampoli, ragazzo in cui chiunque potrebbe specchiarsi e ritrovarsi.

Scoprire che anche l'altro tuo fratello è morto non è la notizia che più si attende e ti rincuora ma se dovesse accadere ognuno avrebbe reazioni differenti e quella di Luigi non è piangere, reagire, consolare i genitori, no, è acquistare il primo biglietto per la Polonia e dileguarsi per non affrontare il dolore. Da qui seguiremo il viaggio del protagonista, non solo a livello letterale ma anche morale, una crescita interiore.

Tra divertimento e  ragazze  Luigi ci racconterà il suo punto di vista con una narrazione in prima persona, ci coinvolgerà con qualche suo ricordo sentito e nostalgico e con il suo sagace sarcasmo e il suo acuto umorismo ci trascinerà in un batter d'occhio sino all'ultima pagina con un pò di rimpianto perchè, anche se a tratti antipatico, ci si affeziona a lui e alla sua "psicopatia".

Ciò che mi è piaciuto della narrazione è come il protagonista derida e insulti il lettore senza mezzi termini, per alcuni potrebbe risultare offensivo e irriverente ma io l'ho preso per quello che voleva risultare: ironico e innocuamente provocatorio. 
Un ultimo apprezzamento va allo stile semplice e scorrevole grazie a cui Michele Ponte riesce a non annoiare mai il lettore, pur raccontando aneddoti che chiunque potrebbe vivere nel reale.

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