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mercoledì 7 marzo 2012

Recensione: Per non lasciarti andare


Recensione:

Il Signor Washington Post ne ha parlato così: "Un romanzo che vi farà battere il cuore" e io rispondo: "niente di più vero". Per chi come me al romanticismo non sa proprio rinunciarci troverà con "Per non lasciarti andare" pane per i suoi denti. Un romanzo che sa parlare al cuore e che fa vivere, attraverso la scrittura di Tom McNeal, una storia d'amore vera che proprio per l'età innocente dei personaggi aiuta a crescere e capire i propri errori. 

Il romanzo presenta una divisione in tre parti che agevolano il lettore nella comprensione della vita della protagonista, Judith.
Nella prima parte i capitoli alternano una Judith ragazzina alle prese con la separazione dei genitori e una Judith adulta sposata con Malcom, con una figlia di nome Camilla e con un lavoro che ha sempre sognato. Nonostante la vita del presente le piaccia, Judith non ne è appagata pienamente, ripensa sempre al suo primo, e forse unico, amore Willy Blunt che ha lasciato senza alcuna spiegazione e di questo se ne rammarica tanto da pensare:

A volte si domandava se la sua vocazione al montaggio non fosse dovuto proprio a quello: al fatto che in un film, diversamente che nella vita reale, si poteva sempre tornare indietro, cambiare il risultato, cambiare persino le conseguenze. 

La seconda parte, invece, ci presenta l'estate d'amore che Judith e Willy hanno vissuto, un'estate fatta di allegria e spensieratezza ma anche di un tragico episodio che pian piano porterà i due ad allontanarsi fino alla separazione definitiva. In queste pagine non ho potuto non emozionarmi, l'estate raccontata è così tenera e così ricca di eventi e sentimenti da non fare a meno di sognarne una simile.

Nella parte finale, invece, Judith è alla ricerca di Willy e alla sola frase pronunciata da lui al telefono "Devi venire qui per me" lei inventa una scusa e va a trovarlo senza pensarci due volte. L'incontro, nonostante lo shock iniziale nel vedere Willy totalmente cambiato, riaffiorerà alla mente tutto ciò che i due sono stati l'uno per l'altra.

Non rivelo di più perchè il finale è inaspettato ed è quello che mi ha fatto mettere 4 stelline e non 5 su Anobii, purtroppo anche se non lo condivido devo ammettere che era forse l'unica strada possibile. 

Sono rimasta totalmente colpita dalla scrittura di Tom McNeal, un tono elegiaco, ma non troppo, e suggestivo attraversa il romanzo e nel chiuderlo sembra di aver concluso una conversazione che in realtà vorremmo non finisse mai. Un romanzo ben congegnato e che ha come sfondo l'amore non solo tra Willy e Judith ma anche tra quest'ultima e suo padre. Profondo e toccante non posso non consigliarlo!

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