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mercoledì 2 maggio 2012

Recensione Hunger Games


Felici Hunger Games! E possa la buona sorte essere sempre a vostro favore!

Recensione:

Se mi domandaste il motivo per cui abbia aspettato così tanto tempo per leggere uno dei libri che più hanno fatto discutere di sè negli ultimi anni e che più è stato apprezzato giuro che non avrei alcuna risposta plausibile. Mi ci è voluta l'uscita del film per spingermi finalmente a prenderlo dalla mia libreria e ad aprirlo: ed una volta aperto non l'ho più chiuso. Ora però andiamo per gradi.

Ci troviamo in un futuro distopico dove la protagonista del romanzo, Katniss, vive nel dodicesimo Distretto di Panem peculiare per l'attività estrattiva del carbone. Il Distretto 12 è l'ultimo dei Distretti non solo per numero ma anche per arretratezza, povertà e fame. Katniss, avendo perso il padre in giovane età, si è dovuta occupare sin da piccola di sua sorella minore e della madre caduta in uno stato di shock alla morte del marito. Katniss, insieme al suo amico di sempre Gale, si dedica alla caccia e alla raccolta di erbe medicinali che poi rivende a chi può permettersi di pagarle.

Tutto continua nella solita routine se non fosse per l'imminente arrivo dei tanto temuti Hunger Games, i Giochi della fame. Gli Hunger Games si tengono ogni anno a Capitol City, capitale di Panem, per mantenere la pace ed evitare le ribellioni. In ogni Distretto vengono sorteggiati due Tributi, un ragazzo ed una ragazza, in età compresa tra i 12 e i 18 anni che dovranno affrontarsi direttamente, in un luogo a loro sconosciuto, seguendo un'unica regola: uccidere tutti gli altri perchè solo il superstite vince e porta gloria e ricchezza al proprio distretto, inoltre il tutto avviene in diretta essendo una sorta di reality show.

Quest'anno la sorella di Katniss, Prim, ha 12 anni e il suo nome sarà per la prima volta contenuto nell'urna dei possibili estratti. Il giorno della mietitura però è un giorno sfortunato per Prim che verrà estratta ma a sostituirla, offrendosi volontaria, ci sarà la sorella maggiore insieme al tributo maschio Peeta Mellark, figlio del panettiere.

Catapultati a Capitol City i due dovranno allenarsi e farsi notare non solo dai giudici ma anche dagli spettatori nonchè probabili sponsor, preziosi durante il programma poichè i loro regali saranno d'aiuto per sopravvivere nel programma. Il giorno d'inizio della sfida ci proietterà in una serie di avventure piene di suspanse, tensione, paura, coraggio e astuzia.

Immergersi in questo romanzo non può che risultare semplicissimo, la narrazione in prima persona mi ha permesso sin da subito ad accostarmi ai pensieri della protagonista, a seguirli, e, in un certo senso, a farli miei. Katniss risulta subito una ragazza sveglia e intelligente, che non lascia nulla al caso e per questo suo essere razionale e calcolatrice è subito entrata a far parte delle mie simpatie.Spesso gli autori tendono a descrivere di protagoniste donne troppo carine, timide e aggraziate dimenticando che essere donne non vuol dire essere deboli. La Collins ci descrive un'EROINA che non ha paura di sporcarsi, di sacrificarsi o di farsi male. 

Un limite però è dato proprio dalla narrazione che tanto ho amato: i personaggi secondari, ma anche lo stesso coprotagonista Peeta, rimangono nell'ombra, non abbiamo modo di conoscerli meglio perchè rilegati nei loro confini tanto da non poter neppure sapere come durante la sfida gli avversari effettivamente muoiano. La scrittura, però, pur se a volte leggermente cruda e diretta travolge sin dalle prime pagine e scorre fluida sino alla fine. 

Penso che Hunger Games sia più di come l'abbiano voluto etichettare, non è solo uno YA qualunque, è il ritratto perfetto della società dove i più ricchi governano e i poveri vengono sottomessi. Già di per sè il nome mi sembra geniale: i Giochi della Fame ha in sè un una serie infinita di concetti: fame di cosa? Di voler sopravvivere?Di voler vincere? Di voler diventare ricco? Di voler tornare dai propri cari? Di voler rimanere se stessi? Di voler cambiare? E' un romanzo che ha molto da offrire e che lo si può leggere a qualsiasi età ma in base proprio all'età lo si percepisce in maniera differente. 

Penso si sia capito quanto questo romanzo mi sia piaciuto e posso confermare come sia entrato a far parte dei miei preferiti, era dai tempi di Harry Potter che un romanzo non riusciva ad entrarmi così in profondità e a voler leggere subito il seguito. Se avessi potuto avrei dato anche 10 stelline ma purtroppo il limite è 5. 

Domani andrò al cinema a vedere cosa ne hanno tratto e spero di non rimanerne totalmente delusa.
E voi l'avete letto? Cosa ne pensate? Avete visto il film? 

2 commenti:

Matteo ha detto...

Anche io ho aspettato parecchio... l'ho iniziato giusto ieri! Quindi ho letto la recensione con un occhio chiuso, per non rovinarmi la sorpresa... ma tornerò a leggerla come si deve a lettura conclusa :)

saetta9 ha detto...

Allora spero ti piaccia quanto sia piaciuto a me e naturalmente mi farai sapere la tua opinione :)

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