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giovedì 5 luglio 2012

Recensione: Il canto della rivolta


Recensione: (qualche spoiler ci sarà!)

E anche l'ultimo capitolo di una delle trilogie più entusiasmanti e che più ho amato è, ahimè, terminato. Il pensiero di abbandonare tutti i meravigliosi personaggi creati dalla Collins mi fa sentire orfana come quando chiusi l'ultima pagina di Harry Potter e i doni della morte.

Il canto della rivolta a differenza degli altri due l'ho trovato un pò sottotono per la lunghezza e la lentezza con cui gli avvenimenti accadono. Inizialmente ho faticato nel superare lo scoglio delle 50 pagine. Descrizioni minuziose e secondo me, a volte, totalmente inutili si susseguono e abbondano ripetizioni che si potevano evitare.

Una volta riposto i libreria ho capito però che quest'ultimo romanzo è il più difficile da assimilare: morte, distruzione, tortura e odio sono i temi principali che si protraggono sino alla fine. Katniss è costretta a prendere decisioni decisive che cambieranno per sempre il corso degli eventi.

Innanzitutto deve affrontare la realtà: ha subito un forte trauma cranico, il distretto 12 è stato distrutto e Peeta è stato catturato e torturato, assimilare queste informazioni si rivelerà un'impresa complessa e difficile. Troviamo per la prima volta una Katniss più umana e soprattutto sentimentalmente debole e capace di provare sofferenza. 

Ho letto diversi pareri e molti hanno criticato questo libro per svariati motivi. Condivido con coloro che dichiarano che le morti di alcuni personaggi (vedi Prim e Finninck) siano totalmente prive di senso ma il finale non l'ho trovato così disastroso. La madre che l'abbandona non mi sembra una novità è stato per tutto il libro un personaggio per cui non ho provato simpatia: l'ho trovata solo un'inetta che ha sempre pensato solo a se stessa e mai a chi le stava intorno, soprattutto alle figlie. Il distacco con Gale, se da un lato mi sembra giusto perchè è lui che ha inventato la trappola in cui Prim è morta dall'altro non lo concepisco: sono migliori amici praticamente da sempre, lui addirittura afferma di amarla e non fanno niente per parlarsi anche a distanza di 15 anni? Mi sembra un pò eccessivo...

Per quanto riguarda la scelta  che ricade su Peeta non credo che sia come molti hanno affermato di comodo. Se ci pensate lei dice "La notte in cui provo di nuovo quella sensazione, la fame che mi aveva assalito sulla spiaggia, so che tutto questo sarebbe accaduto comunque." Lei ha sempre saputo che Peeta è quello giusto e che lo amava ma ha dovuto reprimere i suoi sentimenti un pò per non ferire Gale un pò perchè donandosi a Peeta era cosciente del fatto che avrebbe poi perso la maschera che aveva creato e che la caratterizzava: la ragazza di fuoco razionale, fredda e distaccata.

Naturalmente queste sono opinioni personali che ognuno può condividere o meno. Il canto della rivolta non lascia spazio alla speranza di un quarto capitolo ma sono curiosa di sapere che cos'altro la Collins si inventerà nei prossimi scritti!

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